Innovazione, persone e visione internazionale: intervista al nostro CEO Stefano Vezza

Dopo l'ingresso nel Gruppo Klubb e alla vigilia dell'ottantesimo anniversario dell'azienda, Isoli sta vivendo una delle fasi più importanti della propria storia. L'integrazione in un grande gruppo internazionale, gli investimenti in innovazione, la riorganizzazione aziendale e lo sviluppo di nuovi prodotti rappresentano le basi di un percorso di crescita che guarda al futuro senza perdere il legame con il patrimonio di competenze costruito in ottant'anni di attività. Ne parliamo in questa intervista al Direttore Stefano Vezza.
Dopo un percorso manageriale internazionale maturato tra Italia e Francia, nel novembre 2025 Stefano Vezza ha assunto la guida di Isoli come Direttore Generale e Amministratore Delegato con l'obiettivo di accompagnarne il rilancio industriale e l'integrazione nel Gruppo Klubb. In questa intervista racconta la visione che guiderà l'azienda nei prossimi anni, tra innovazione, organizzazione e valorizzazione delle persone.
Direttore Vezza, cosa l'ha convinta ad accettare la guida di Isoli?
Nel mio percorso professionale ho sempre cercato sfide che mi permettessero di costruire valore. Dopo oltre vent'anni trascorsi in gruppi internazionali, ricoprendo ruoli manageriali in diversi settori industriali, ho visto in Isoli l'opportunità di accompagnare il rilancio di un marchio che da ottant'anni punta ad essere riferimento in tutti i settori in cui opera.
Mi ha colpito il progetto del Gruppo, realtà internazionale e leader europeo nelle piattaforme aeree, con una chiara strategia di crescita. Ma soprattutto mi ha convinto il potenziale di Isoli, dove ho trovato un patrimonio straordinario di competenze, un marchio riconosciuto e persone che hanno sempre continuato a credere nell'azienda anche nei momenti più complessi, basi fondamentali per costruire un reale percorso di crescita.
Isoli sta vivendo una fase di profonda trasformazione. Quali sono oggi le priorità?
Senza dubbio rendere l'azienda ancora più competitiva. Stiamo completando l'integrazione nel Gruppo e, contemporaneamente, stiamo intervenendo sull'organizzazione, sui processi e sul modo di lavorare, per affrontare con successo mercati sempre più dinamici ed esigenti. Non intendo una semplice riorganizzazione, ma un'evoluzione culturale. Vogliamo costruire un'azienda capace di prendere decisioni più rapidamente, di collaborare in modo trasversale e di mettere il cliente al centro di ogni strategia. Parallelamente continuiamo a investire nello sviluppo prodotto, nell'efficienza produttiva e nella digitalizzazione dei processi, perché oggi innovazione significa anche saper lavorare meglio.
La presenza ad APEX 2026 ha rappresentato un momento importante per l'azienda. Che significato ha avuto?
Partecipare ad un evento internazionale come APEX è stata l'occasione per mostrare concretamente la direzione che stiamo seguendo. Abbiamo presentato la nuova PT280, una piattaforma telescopica che amplia la nostra gamma e ci consente di essere più competitivi nei mercati nord europei, e il nuovo KL17, il primo allestimento su furgone interamente progettato da noi qui in Italia. Ma il valore della fiera non è stato soltanto il lancio di nuovi prodotti, quanto il segnale che Isoli è presente, investe e continua a sviluppare soluzioni innovative per rispondere alle esigenze del mercato.
Cosa vuol dire per lei fare innovazione?
L'innovazione riguarda sicuramente il prodotto, ciò che il cliente tocca, ma anche il modo in cui un'azienda lavora ogni giorno. In questo senso stiamo investendo nell'automazione del magazzino, nell'ottimizzazione dei flussi produttivi e nella digitalizzazione della supply chain, introducendo strumenti basati sull'intelligenza artificiale per migliorare pianificazione ed efficienza. Parallelamente stiamo sviluppando nuovi progetti nel settore difesa, in collaborazione con partner di primo livello come Iveco Defence e Leonardo. Innovare significa costruire un'organizzazione capace di evolversi continuamente, non soltanto progettare nuove macchine.
Quest'anno Isoli celebra ottant'anni di storia. Che valore ha questa eredità?
Ottant'anni rappresentano molto più di un anniversario, sono la dimostrazione della capacità dell'azienda di evolvere nel tempo restando salda ai propri valori. Isoli è una realtà profondamente legata al territorio, alle persone che vi lavorano e ai fornitori che da decenni condividono con noi un percorso di crescita, questa continuità è una forza straordinaria. Oggi esportiamo in mercati sempre più esigenti, dove qualità, affidabilità e capacità di personalizzazione fanno la differenza. Il riconoscimento che riceviamo oggi dai clienti, in Italia e all'estero, è probabilmente il modo più bello per celebrare la nostra storia. Ma tutto questo non sarebbe stato possibile senza le persone, i clienti, i partner e i fornitori che hanno creduto in Isoli e che continuano a costruire questo percorso insieme a noi. Gli ottant'anni che celebriamo oggi sono soprattutto il risultato della loro fiducia e del loro impegno.
Piattaforme aeree, carri soccorso e difesa: quanto è importante poter operare in tre settori così diversi?
È uno dei principali elementi distintivi di Isoli, infatti non esiste oggi né in Italia né all’estero una realtà capace di essere presente in settori così diversi, mantenendo standard qualitativi elevatissimi in ciascuno di essi. Le tre divisioni non rappresentano mondi separati, ma un sistema che si alimenta reciprocamente, così le singole competenze sviluppate in un settore diventano patrimonio comune per l'intera azienda. Penso in particolare al comparto della difesa, dove siamo chiamati a soddisfare requisiti tecnologici, qualitativi e di affidabilità estremamente elevati. Questo patrimonio di competenze si riflette naturalmente anche nello sviluppo delle piattaforme aeree e dei veicoli per il soccorso, contribuendo ad innalzare gli standard di tutta la nostra produzione. Una ricchezza assoluta che ci rende più resilienti e ci permette di affrontare i mercati con una visione più ampia.
Il settore del soccorso continua a essere uno dei pilastri di Isoli.
Lo è da sempre e continuerà a esserlo. Siamo stati pionieri in questo mercato e intendiamo continuare a investire per accompagnarne l'evoluzione. Oggi gli scenari operativi stanno cambiando rapidamente: aumentano i veicoli elettrici, crescono i pesi delle vetture, mutano le esigenze degli operatori. Sono temi che non possiamo trascurare nello sviluppo dei nostri prodotti. L'introduzione dei veicoli elettrici e ibridi ha in particolare portato nuove complessità, che richiedono attrezzature sempre più specializzate e procedure operative ancora più sicure. Per noi progettare un allestimento significa da sempre partire dall'esperienza quotidiana dei nostri clienti. Conosciamo le condizioni in cui operano, spesso in situazioni di emergenza e di elevato rischio, e sappiamo che ogni dettaglio può fare la differenza, per questo lavoriamo per sviluppare mezzi sempre più performanti, affidabili e versatili, capaci di garantire gli stessi standard operativi in qualsiasi contesto, dal gelo della Finlandia alle temperature estreme del deserto egiziano. Proprio per confermare questa vicinanza al mercato, saremo presenti il prossimo ottobre alla 3T Expo di Piacenza, un appuntamento importante per confrontarci con gli operatori del settore, presentare le nostre novità e ribadire il nostro impegno verso il mondo del soccorso professionale.
In tutte le sue risposte torna spesso un tema: le persone.
Perché sono convinto che siano il vero fattore competitivo. Le tecnologie si acquistano, gli impianti si modernizzano, ma le competenze si costruiscono nel tempo. In Isoli ho trovato persone di grande valore, con competenze tecniche consolidate e un forte senso di appartenenza, elementi unici che non appartengono a tutte le aziende. Per questo abbiamo la responsabilità di creare un'organizzazione nella quale queste competenze possano collaborare ancora meglio. Stiamo investendo nella formazione tecnica, nello sviluppo manageriale e nella crescita delle competenze digitali. Allo stesso tempo abbiamo rafforzato la cultura della sicurezza, perché in un'azienda manifatturiera la tutela delle persone non può essere soltanto un obbligo normativo ma deve diventare valore condiviso. Credo molto anche nel lavoro di squadra, per questo stiamo passando da un'organizzazione per funzioni a silos a una cultura della collaborazione, nella quale le diverse competenze lavorano insieme per raggiungere l’obiettivo comune.
Guardando al futuro, quale Isoli immagina tra qualche anno?
Immagino un'azienda ancora più internazionale, più efficiente e sempre più riconosciuta per la qualità delle proprie soluzioni. Le difficoltà degli ultimi anni fanno parte della nostra storia, ma non definiscono il nostro futuro. Oggi vedo un'organizzazione che sta cambiando con convinzione, persone motivate e un gruppo internazionale che crede fortemente nel potenziale di Isoli. Abbiamo ancora ampi margini di crescita, soprattutto intervenendo sull'organizzazione e sui processi. Sono convinto che la resilienza, che da sempre caratterizza questa azienda, rappresenti il nostro vantaggio competitivo più importante. È la stessa resilienza che, da ottant'anni, permette a Isoli di affrontare ogni cambiamento guardando sempre avanti.
